Con questa nota vorrei iniziare una serie che descrive i concetti e gli elementi fondamentali del Feng Shui.
Quelli che seguiranno non hanno la pretesa di essere gli elementi di un corso o sostituire una vera formazione, ma solo descrivere, in modo spero semplice, le idee di base.
Ripeto: non saranno sufficienti per effettuare una vera analisi di un sito o di una abitazione, ma forniranno magari qualche spunto e accenderanno la curiosità di approfondire in modo più completo e strutturato quest’arte affascinante.
Prima e alla base di tutto i ben noti concetti di Yin e Yang.
Non voglio ripetere quello che si può trovare ovunque, ma solo evidenziare la caratteristica fondamentale di questi due archetipi, che sono alla base di tutta la cultura e di tutte le scienze e arti cinesi.
Nel cuore di Yin c’è un punto di Yang e nel cuore di Yang c’è un punto di Yin
Questo rappresenta l’inizio del divenire, il concetto molto potente e profondo che basa tutta la visione del mondo sulla complementarietà e sulla trasformazione e non sulla contrapposizione.
Noi occidentali veniamo da una tradizione basata sul contrasto: bianco/nero, freddo/caldo, asciutto/bagnato, notte/giorno …
Questo ci porta in modo quasi automatico a mettere a confronto in modo statico e contrapposto i vari aspetti e, spesso, a includere in questo confronto un elemento di giudizio (giusto/sbagliato, bene/male) o estetico (bello/brutto).
Non cosi’ nella tradizione di tutte le scienze e arti che si basano sul Taoismo.
Ogni aspetto della vita e del mondo ha in sè, in nuce, il suo opposto e questo li rende complementari e non contrapposti. Molti aspetti quindi perdono la sfumatura di giudizio: non necessariamente si associa bianco/giusto e nero/sbagliato oppure attivo(Yang)/bello e passivo(Yin)/brutto.
Tutte le caratteristiche associate a Yang e a Yin rappresentano semplicemente diversi aspetti, in continua trasformazione (freddo può diventare caldo e viceversa, oppure bagnato si può asciugare).
In più il loro significato è relativo: un sapore o una pietanza possono essere Yang in un caso eYin in un altro (basti pensare all’attributo della temperatura, una pietanza può essere calda se messa a confronto con una e fredda se confrontata con un’altra).
La rappresentazione classica dei due simboli Yin e Yang, inoltre, con il cerchio che racchiude i due simboli, esprime visivamente una trasformazione ciclica : la notte lascia il posto al giorno, per poi tornare, in modo ininterrotto.
Ecco quindi che la ciclicità, la trasformazione esprimono molto bene i ritmi della natura, la vita e le stagioni.
Anche e soprattutto prendendo spunto dalla natura, l’elemento “giudizio” perde significato: l’estate e l’inverno oppure il giorno e la notte non sono nè giusti nè sbagliati, semplicemente sono aspetti di questo pianeta e alla base della nostra vita.
L’energia, il Qi, questo concetto molto potente e pervasivo, assume quindi una valenza legata più alla dinamicità che ad un sistema di valori; noi spesso, anche nelle scuole Feng Shui, parliamo di energie buone e cattive, favorevoli e sfavorevoli, ma in realtà sono solo la nostra reazione e la nostra capacità di adattarci o usare l’energia stessa a generare effetti per noi, in quel momento, utili o dannosi.
Quando caliamo questi concetti negli aspetti pratici della nostra vita, dobbiamo quindi cercare di identificare e riconoscere le caratteristiche più o meno Yang o Yin di ciò che ci circonda: paesaggio, forme, colori, materiali, sostanze, sapori.
Se abbiamo bisogno di una sferzata di energia, oppure semplicemente vogliamo creare un ambiente vivace e stimolante, cercheremo di evidenziare gli aspetti più Yang, mentre se abbiamo bisogno di calma e riposo, evidenzieremo quelli più Yin.
In tutti i casi, comunque, è importante non esagerare: un eccesso di Yang porta all’iperattività, allo stress, all’impossibilità di riposare, ad accelerare il metabolismo, mentre un eccesso di Yin porta alla pigrizia, all’indifferenza.
La regola base è quindi: equilibrio dinamico.




Albaspina